DOCUMENTO PER UNA EUROPA PIU’ INCLUSIVA

Acai rappresenta i soggetti, le imprese artigiane, che fanno dell’impegno dell’uomo una delle condizioni per la crescita non solo economica ma anche civile e culturale dell’intera comunità. Proprio per questo Acai intende l’appuntamento elettorale per il rinnovo del Parlamento Europeo un momento importante per ripensare la convivenza comunitaria come affermazione di valori di sviluppo e progresso per tutti.
Le imprese attraverso la produzione e lo scambio sono veicolo di incontro e affermazione sociale, lo si è visto in occasione del Salone del Mobile, il più importante appuntamento internazionale per l’industria del design, che ha segnato per una settimana le dinamiche, i ritmi e le consuetudini quotidiane dell’intera comunità sociale non solo di Milano. Una realtà che nasce come appuntamento economico/commerciale ma diventa momento di incontro, per accompagnare la percezione di quanto si muove intorno all’uomo e al proprio habitat, che traduce previsioni e prospettive in materiali e forme.
Questo si verifica quando l’impresa viene messa al centro della vita comune. Proprio perché l’impresa è valore, in quanto contenitore di idee, investimenti e lavoro e quindi di reddito, prospettive e occasione di progresso, soprattutto là dove la convivenza diventa fattore decisivo per la crescita personale e collettiva.
Il nostro paese vede nel sistema delle imprese un vero e proprio fattore identitario. Un tessuto economico complesso e articolato in continua evoluzione e trasformazione che, pur risentendo dell’incidenza negativa che deriva dallo scenario internazionale, fortemente segnato dai conflitti in atto, riesce a contenere gli effetti devastanti della guerra attraverso lo scambio e la convivenza tra i popoli. Acai vede l’impegno e il lavoro come prospettiva per l’Europa del futuro. Per una comunità in cui la ricerca del bene comune prevalga sulle paure e sugli egoismi.
Sappiamo che tra i fattori che determinano il benessere la partecipazione al mondo del lavoro rappresenta un elemento cruciale per una comunità, soprattutto in un contesto di forte calo demografico e di difficoltà da parte delle imprese nel reperire la manodopera necessaria.
Per questo occorre ragionare su alcuni aspetti di attuale rilevanza. Uno di questi è rappresentato dal problema della crisi demografica. La popolazione italiana è soggetta ad un processo di invecchiamento progressivo. Minori nascite e maggiore presenza di popolazione in età anziana si traduce in un forte squilibrio tra le fasce in età non attiva.
L’invecchiamento della popolazione comporta anche la riduzione della popolazione in età scolastica a cui si affianca il fenomeno dell’emigrazione di giovani e competenze. Questo elemento rappresenta un vero problema per la nostra economia. I territori del Sud, ma non solo, sono caratterizzati da una elevata quota di Neet e una forte contrazione dei giovani destinata a produrre in molte aree del mezzogiorno e del sud un depauperamento del tessuto sociale, sia in termini di competenze, sia in termini di numerosità.
In Europa il sistema imprenditoriale, che mantiene forti caratteristiche espansive, lo vediamo negli investimenti e nelle dinamiche del mercato del lavoro, deve confrontarsi con le nuove criticità: una componente elevata di micro imprese, soprattutto in Italia; un mercato del lavoro segnato da problemi come l’invecchiamento e la fuga di cervelli; le difficoltà nell’intraprendere scelte decisive in termini di riconversione industriale. Criticità che comportano l’esigenza di programmare una politica aperta e inclusiva, guardando alla crescita delle presenze straniere come una risorsa e per offrire nuove prospettive a chi è tentato di scegliere una carriera nei paesi emergenti.
Acai auspica un’Europa cristiana che guardi alla formazione come diritto, capace di prevedere la riconversione digitale ed ecologica come prospettiva di benessere per tutti e che intenda l’intraprendere come opera meritoria dell’uomo rivolta alla convivenza pacifica e alla pace tra i popoli.