Quando salta ogni argine

Le parole violente, scomposte, inaccettabili e denigratorie del presidente americano Trump
rivolte in questi giorni a Papa Leone XIV non possono essere derubricate semplicemente
alla voce “follia”.
Sarebbe troppo comodo.
Esse sono invece la spia evidente di un problema che non è circoscritto alla controversa e
sempre più inquietante figura dell’attuale inquilino della Casa Bianca.
E’ infatti di tutta evidenza che siamo alle prese con un mondo sempre meno serio e
responsabile.
Sta saltando ogni argine ed ormai sembra valere tutto ed il suo contrario se qualcuno,
come il presidente degli Stati Uniti, ritiene di poter insegnare al Papa come si fa il Papa.
E’ evidente che a Donald Trump non basti considerarsi “semplicemente” il padrone del
mondo. Ambisce a qualcosa ancora di più grande e, con i suoi comportamenti fuori scala,
le sue minacciose esternazioni e soprattutto le sue pulsioni bellicistiche, ormai da mesi sta
portando l’ordine internazionale sul ciglio di un abisso.
In questo quadro ribollente la pace è qualcosa evidentemente di indigesto per chi conosce
solo il linguaggio della forza e delle minacce. E nemico diventa inevitabilmente chi, come il
Santo Padre, chiede dialogo e dignità per gli indifesi proprio nel nome della pace.
Giustamente e lucidamente la Cei, in una nota ufficiale, ha immediatamente espresso
“rammarico” per le parole di Trump, rinnovando al Papa “vicinanza, affetto e preghiera” e
auspicando “da parte di tutti rispetto per la sua persona e per il suo ministero”.
Parole che l’Acai sottoscrive, fa proprie ed in cui pienamente si riconosce.
Non è possibile che salti ogni argine e che la convivenza tra popoli e culture diverse, il
dialogo e l’ascolto vengano considerati atti di debolezza. Sono al contrario espressione di
un impegno profetico che nessuno deve illudersi di poter silenziare.
Il magistero del Papa non può essere mai strumentalizzato ed il suo ruolo non può essere
ridotto a quello di un interlocutore politico, come invece ha cercato di fare Trump con toni
volgari e privi di qualsiasi rispetto.
“Dio ama tutti”, ci ricorda il nuovo Pontefice. E questo immenso amore per l’umanità intera
è l’unica strada che può portare alla risoluzione delle controversie internazionali ed alla
rimozione delle ingiustizie sociali ed economiche.
A chi mostra i muscoli, anche in maniera grottesca e scomposta come in questo caso, noi
preferiamo chi mostra umanità.
E l’umanità, alla fine, vince sempre.

Il Presidente Nazionale A.C.A.I.
Avv. Alfonso Scafuro