In luna di miele, aspettando la scossa

___________________________________di Dino Perrone

 
Ogni nuovo governo, compreso quello varato da Renzi, annuncia provvedimenti efficaci ed innovativi per rilanciare la nostra economia. Ma alle parole, sinora, non sono mai seguiti fatti concreti. Ed i risultati purtroppo si vedono

E’ appena iniziata la tradizionale ‘luna di miele’ che ogni nuovo governo, nei suoi primi mesi di vita, trascorre con il Paese. Un periodo di tempo nel quale, come ben sanno gli innamorati, ci si perdona tutto e tutto si è disposti a perdonare.
Il premier è in luna di miele con gli italiani e la cosa può certo stuzzicarne la vanità politica, ma Renzi, seppur giovane ed alla prima prova di governo, è abbastanza navigato per capire che il suo ‘matrimonio’ con il Paese non sarà solo rose e fiori come adesso.
Perché una cosa è certa. Più o meno lunga che sia, in ogni caso la luna di miele, come in tutti i matrimoni, è destinata a finire, appesantita dalla fatica e dalla responsabilità dei problemi quotidiani.
Inizierà allora un periodo diverso nel quale, come nelle relazioni sentimentali, conterà la maturità e la capacità di rinnovarsi e stimolarsi.
Per il governo si tratterà di rinnovare e stimolare il Paese e Matteo Renzi potrà farlo ad una sola condizione. Portando cioè a compimento le tante riforme annunciate con tempi fin troppo contingentati. Insomma portando a casa, e nelle tasche degli italiani, risultati concreti. Facendo finalmente avvertire quella salutare scossa all’economia reale che tutti i governi passati si sono affrettati solamente ad annunciare.
In questo senso, il piano straordinario di edilizia scolastica, il rimborso totale dei debiti della pubblica amministrazione verso le imprese e il taglio del cuneo fiscale, assieme alla riforma del mercato del lavoro, rappresentano i capisaldi che, nelle intenzioni del premier, debbono servire per evitare che diventi irreversibile la flessione prolungata della capacità produttiva di un Paese che ha registrato, in meno di un anno, la scomparsa di centomila imprese ed un aumento dei fallimenti del 12,9%.
Ma a tutto ciò, per impedire che la luna di miele inacidisca prima del tempo, deve aggiungersi una funzione di stimolo in favore degli investimenti e del credito.
Questo è un tema davvero cruciale, sul quale da tempo noi dell’Acai invitiamo a riflettere. Il verticale crollo del credito, il cosiddetto credit crunch, sta infatti generando nelle nostre piccole e medie imprese una vera e propria stagnazione. Parliamo, non è mai superfluo ribadirlo, di una quota rilevantissima dell’industria italiana, per occupazione ed anche innovazione, che rischia di far precipitare nel dramma l’intero Paese.
Bisogna che il governo faccia la sua parte, senza tentennamenti. Superando resistenze, sordità, particolarismi. Contribuendo in tal modo non solo al benessere delle imprese, ma anche ad una rinnovata maturità del sistema bancario e creditizio italiano che troppo spesso non riesce a stare al passo con le esigenze di una economia in rapida evoluzione.
Se tutto questo non avverrà, se cioè le nostre imprese, a partire da quelle di piccole e medie dimensioni, continueranno ad avere problemi di accesso al credito, continueremo a non doverci meravigliare dei persistenti segnali negativi che si registrano sul fronte dei consumi.
La contrazione registrata a gennaio dimostra adeguatamente come la situazione economica delle famiglie italiane fatichi a ristabilirsi in livelli positivi. La diminuzione dell’1,6% in termini tendenziali ed il calo dello 0,3% rispetto a dicembre, sottolineano la complessità del quadro congiunturale della nostra economia in linea con le difficoltà di recupero rilevate dell’occupazione e del reddito.
Del resto, un Paese consuma solo se può spendere. E può spendere, un Paese, se al suo interno vi è occupazione, se vi è lavoro. Se vi è impresa.
Altrimenti, come ho scritto la volta scorsa, tutto frana.
Il nostro giovane premier ha davanti un compito immane ed ha suscitato molte aspettative.
L’attesa di fatti concreti, di scosse positive, di segnali inequivocabili è altissima. Tuttavia molte trappole già stanno predisponendosi sul cammino del nuovo governo. E forse qualche scivolone non avrà bisogno neppure di troppe spinte.
Toccherà disinnescarle in tempo, queste trappole. Non per salvaguardare il destino politico di Renzi, ma per ridare fiato ad un Paese che deve tornare a respirare.

 

 
 
 
 
 
Dino Perrone
Presidente Nazionale ACAI