Intarvista al presidente Gerardo Guida «L’artigianato torni al centro dello sviluppo del Paese»

Eletto per acclamazione dopo la tappa di Pompei, il nuovo Presidente Nazionale traccia la rotta dell’Associazione Cristiana Artigiani Italiani: dalla digitalizzazione dei mestieri ai Centri di Eccellenza per il Made in Italy, fino all'impegno verso i giovani e l'economia di pace.

In occasione dell’80° anniversario dell’ACAI (Associazione Cristiana Artigiani Italiani), l’Assemblea Congressuale ha eletto per acclamazione Gerardo Guida come nuovo Presidente Nazionale. Un mandato che nasce nel segno della continuità con l’operato del Presidente uscente Alfonso Scafuro, ma che guarda con decisione alle sfide del futuro: innovazione, valore sociale del lavoro, vicinanza alle micro e piccole imprese e tutela del Made in Italy.

Abbiamo intervistato il neo Presidente per fare il punto sui programmi, la visione strategica e la missione dell’ACAI per i prossimi anni.

Presidente Guida, quale ACAI intende costruire nei prossimi anni?

«La prima parola che mi viene in mente è responsabilità. Assumere la guida dell’ACAI nell’anno dell’ottantesimo anniversario significa raccogliere un’eredità importante e trasformarla in forza capace di anticipare le esigenze delle micro, piccole e medie imprese.

Non esistono ricette gratuite: servono lavoro, competenza e ascolto. L’ACAI deve rafforzare sia la rappresentanza sia l’offerta di servizi qualificati — dal supporto fiscale con CAF ACAI Impresa alla tutela con ACAI Consumatori e ACAI Pensionati. Una grande associazione deve saper stare vicina alle persone nella concretezza della vita quotidiana.»

Quali saranno le prime priorità operative della sua Presidenza?

«Partiremo dall’ascolto dei territori. Dietro ogni bottega e laboratorio ci sono famiglie, comunità e competenze che vanno tutelate. Le nostre priorità d’azione immediate riguardano:

  • Accesso al credito e pressione fiscale: Ridurre l’impatto burocratico e i costi energetici.

  • Imprenditoria femminile: Valorizzare il ruolo di ACAI DONNE per sostenere le lavoratrici autonome.

  • Transizione digitale e IA: L’intelligenza artificiale e la digitalizzazione non vanno temute, ma usate come leve per potenziare il lavoro artigiano.

  • Formazione e Giovani: Ridare attrattività ai mestieri tecnici tramite enti formativi del sistema come FO.R ACAI Campania e l’ ITS di Lamezia Terme

L’Idea Strategica:

«Proponiamo l’istituzione dei C.E.A. (Centri di Eccellenza Artigiana): reti e consorzi tra artigiani, professionisti e Comuni dedicati alla promozione, all’internazionalizzazione e alla tutela del Made in Italy autentico contro la contraffazione.»

Come dialoga l’identità cristiana dell’ACAI con le istituzioni e una società plurale?

«I nostri valori — la centralità della persona, la dignità del lavoro, la sussidiarietà e la tutela del Creato — non sono barriere, ma principi universali capaci di parlare a tutti. L’attenzione delle massime cariche dello Stato, a partire dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, testimonia il ruolo civile dell’ACAI.

Parliamo di “Economia di Pace” perché quando una bottega artigiana rimane aperta, un quartiere o un piccolo borgo continuano a vivere. Il lavoro artigiano crea coesione sociale e contrasta lo spopolamento dei territori. Il Premio Papa Francesco “Artigiani della Pace”, istituito a Pompei, incarna perfettamente questa nostra missione.»

Quale rapporto intende instaurare con le istituzioni politiche?

«Vogliamo essere un ponte costruttivo e autonomo tra chi decide e chi vive quelle decisioni sul campo. Sosterremo i provvedimenti positivi per il comparto e criticheremo in modo costruttivo ciò che va migliorato. L’autonomia della rappresentanza è un valore imprescindibile: diremo quando serve e no quando sarà necessario, nell’esclusivo interesse dell’artigianato e del Paese.»

Qual è il suo impegno verso gli associati per questo nuovo corso?

«Agli artigiani italiani dico semplicemente: non siete soli, l’ACAI c’è. Non prometto soluzioni facili, ma garantisco massimo impegno per dare voce e dignità al lavoro autonomo. Con una squadra unita e diffusa nei territori, lavoreremo per accompagnare l’Associazione verso i suoi primi cento anni di storia.»