La materia dei sogni

___________________________________di Dino Perrone

 
Un esperimento dimostrerebbe che può essere superata la velocità della luce, caposaldo della teoria della relatività. Se confermato, si aprirebbero nuove prospettive per l’umanità intera. A condizione di restare sempre umili dinanzi all’immensità dell’universo
 
Niente politica e niente economia. Stavolta, se permettete, voglio occuparmi d’altro.
Non di politica e non di economia, quindi, argomenti che specialmente negli ultimi mesi hanno stabilmente occupato, credo a volte rattristandolo, lo spazio di questo nostro periodico appuntamento sul web.
Ripeto, almeno stavolta niente di tutto questo.
Ho voglia di riflettere su cose diverse. E sinceramente, a mio avviso, più intriganti.
Lo spunto mi viene offerto da una notizia scientifica che rende onore anche alle indubbie capacità dei ricercatori italiani e che, invece, sui mezzi di informazione, ha rischiato di passare alla storia solo per una infelice e del tutto errata sortita dell’ufficio stampa del ministro Gelmini.
Come certamente ricorderete, nelle scorse settimane il Cern (Centro europeo per la ricerca nucleare) di Ginevra ha portato a termine un esperimento che dimostrerebbe l’esistenza di particelle di materia capaci di percorrere più di trecentomila chilometri al secondo. Di viaggiare, cioè, oltre la velocità della luce. Qualcosa di sbalorditivo.
Queste particelle, costituite da un fascio di neutrini sparato dal Cern di Ginevra attraverso la crosta terrestre verso il laboratorio del Gran Sasso in Italia, sono infatti arrivate a destinazione sessanta nanosecondi prima del previsto. Appunto, oltre la velocità della luce. Ripeto, qualcosa di sbalorditivo.
Sbalorditivo perché, secondo la teoria della relatività di Einstein, vi è una velocità limite che non può essere superata e che è appunto rappresentata dalla velocità della luce. Man mano che ci si avvicina a questa soglia, i corpi tendono a trasformarsi in pura energia, vale a dire in luce, in particelle che si chiamano fotoni.
Questo esperimento dimostrerebbe invece che si può andare oltre, verso una forma di energia che viaggia ancor più velocemente, e che dopo la luce vi è ancora qualcosa.
Anche chi, come me, è del tutto digiuno delle necessarie competenze scientifiche non può che restare affascinato da simili scoperte, le cui ricadute sul piano pratico sono tutte da verificare ma che in ogni caso paiono destinate a cambiare radicalmente il modo di vivere delle prossime generazioni.
A patto, tuttavia, di restare fedeli alla nostra condizione umana e di sfuggire a qualsiasi forma di ingiustificata superbia intellettuale.
Gli esperti ci dicono infatti che la materia di cui sono fatte le cose che conosciamo rappresenta appena il 20% di tutta quella presente nell’universo.
Siamo insomma circondati da una cosmica ignoranza, non sapendo ancora nulla di quella che gli scienziati chiamano non a caso la ‘materia oscura’.
Questo dovrebbe indurci, osservando il mondo che ci circonda, ad un necessario esercizio di umiltà. Soprattutto dovrebbe ricordarci, tutto questo, che noi non siamo i padroni di nulla. E meno che mai del pianeta Terra.
Non sempre avviene. Anzi il nostro atteggiamento, nei confronti delle persone, dell’ambiente e delle cose, è inutilmente predatorio. E dilapidatorio.
‘Siamo fatti della stessa sostanza dei sogni’, ci ricorda William Shakespeare attraverso Prospero, uno dei personaggi della ‘Tempesta’, una delle sue opere più riuscite.
Questa ricerca sulle molteplici forme di materia reca in sè proprio la matrice di un sogno. Il sogno dell’infinita conoscenza. Sogno ancora lontano dal realizzarsi.
Inoltre a mio avviso questa ricerca ci pone dinanzi ad un quesito. Esisterà nell’universo una qualche forma di materia o di energia capace di competere con la velocità del pensiero ?
Non sono uno scienziato, come ovvio, ma tendo ad escluderlo. Per la semplice ragione che il pensiero lo puoi arginare, limitare, ma non lo puoi fermare. E neppure rallentare.
Si tratta di utilizzarlo bene, ed a fin di bene, il nostro pensiero. Di non sciuparlo, di non banalizzarlo.
Prima ho parlato dei meriti che, in questa materia, hanno  anche i ricercatori italiani. Infatti è da ricordare che a capo dell’esperimento condotto dal Cern di Ginevra vi è il professor Antonio Ereditato, cattedratico dell’Università di Berna. Ed il laboratorio del Gran Sasso, voluto dallo scienziato Antonino Zichichi, è attualmente diretto da una italiana, la professoressa Lucia Votano.
Fiori, tutti questi, sbucati nel pantano di una realtà nostrana che non favorisce adeguatamente la ricerca e che, al contrario dei neutrini, certo non viaggia oltre la velocità della luce.
Ma questo è un discorso che ci costringerebbe nuovamente a parlare di politica, di economia e di tutte quelle solite, immobili questioni di un Paese desolatamente lento.
Per questo, almeno stavolta, più veloce di un neutrino mi fermo qui.
 

 

 


Dino Perrone
Presidente nazionale ACAI 

 

 

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