Fare riconquistare all’artigianato il rispetto che merita.
E’ questo, in estrema sintesi, l’obiettivo indicato alla nostra associazione dal Presidente Dino Perrone, riconfermato per acclamazione nella carica al termine del XXI congresso nazionale dell’ACAI celebratosi a Bari dal ventinove settembre al primo ottobre scorsi.
Una assise importante, che aveva la dichiarata ambizione di rivolgersi non solo alla categoria artigiana ma all’intero Paese. In particolare a quel Paese, per usare le espressioni del nostro Presidente, “che non si piega, che non arretra, che resiste, che combatte, sogna e si impegna”.
Un congresso le cui linee di dibattito sono state tracciate dalle ventidue cartelle della relazione del Presidente Perrone. Una relazione salutata, alla fine, da una prolungata quanto significativa standing ovation da parte degli oltre 170 delegati presenti in rappresentanza di tutte le regioni italiane.
Ai lavori, ai quali sono stati invitati esponenti del mondo politico, imprenditoriale e culturale del nostro Paese, hanno fornito il loro prezioso contributo monsignor Arrigo Miglio, Presidente della Commissione Episcopale per i problemi sociali e il lavoro, la giustizia e la pace, ed il cardinale Renato Raffaele Martino, Presidente del Pontificio Collegio per la Giustizia e per la Pace nonché Presidente del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti.
Perrone nella sua relazione ha sottolineato come il ruolo sempre più incisivo che l’artigianato ha assunto nelle dinamiche di sviluppo del nostro Paese abbia posto il congresso nazionale dell’Acai al centro dell’interesse generale.
“Noi siamo qui a testimoniare anzitutto l’inesauribile vitalità del nostro settore –ha esordito il Presidente dell’ACAI- In questa che è comunque una sede non neutrale, non è infatti banale rivendicare il ruolo essenziale svolto dalle attività artigiane nell’equilibrio economico complessivo dell’Italia. Ed è opportuno sottolineare come l’artigianato, nel corso degli anni, dimostri sempre una intatta capacità di conservare la propria identità culturale coniugandola tuttavia con una vivacità professionale aperta ad ogni tipo di innovazione”.
“La nostra associazione ambisce a dialogare con l’Italia che più ci piace. Il Paese dalla schiena dritta, che non si piega, che non arretra, che resiste, che combatte, sogna e si impegna “ha proseguito Perrone sottolineando come l’ACAI sia sempre stata “una organizzazione storicamente vivace, articolata ed estremamente composita, espressione dei tanti mondi vitali del nostro Paese e da sempre attenta ai processi di trasformazione socio-culturale ed economica italiana. Una associazione capace di radicarsi nel tessuto connettivo di questa Nazione, con una presenza discreta ma al contempo efficace e preziosa.
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